lunedì 24 febbraio 2014

I speak English, of course. Io parlo inglese, di corsa...

Sono cresciuta circondata da così tanti termini inglesi, canzoni inglesi, cultura anglosassone che, pensavo, beh, un po’ la lingua la mastico, riuscirò a cavarmela. Noi napoletani in particolare, abbiamo la ferrea convinzione (non del tutto infondata) che a gesti riusciremo a farci capire ovunque. Finchè sei un turista può anche funzionare.
Se per esempio devi chiedere un’indicazione te la puoi cavare mimando e gesticolando, ma quando vivi qui e i discorsi si fanno più complessi, e tu continui a dire “Io ieri pensare questo, tu domani dire quest'altro...” come gli indiani nei films western, il tuo interlocutore farà uno sforzo enorme per seguirti. Ma diciamo che ti avrà capito e ti risponderà: a quel punto tocca a TE capire quello che lui dice. E lì son dolori...

Ancora adesso io condisco istintivamente il discorso con centinaia di gesti esplicativi, muovo l'aria tutto intorno, mi agito (cosa che spiazza non poco i britannici).  Qualche volta questi segni sono così legati alla mia cultura di provenienza, che più che spiegare, a qualcuno confondono le idee, e diciamocelo, con tutto 'sto movimento di mani, sembro una matta. Un giorno incontrai una collega indiana del mio corso d'inglese nei pressi dell'istituto dove avevamo lezione, la salutai con un "see you later", che sarebbe potuto bastare, ma io non mi seppi fermare, dovevo rincarare la dose, accompagnai le parole con una rotazione continua della mano chiusa con l'indice puntato, e lei scoppiò a ridere... chissà cosa posso averle detto...magari con quel gesto l'ho insultata nella sua lingua...

Perciò non mi stancherò mai di ripetere a tutti quelli che mi chiedono consigli per venire qui, così come è stato ripetuto a me: per favore, usate tutto il tempo e le risorse che potete per  studiare l’inglese. E non illudetevi se seguite un corso di due settimane in Italia e vi sembra di cavarvela, vi aspetta tutt'altro qui! (come sono incoraggiante oggi...)
Se non avete budget per corsi c’è sempre il caro British Council che può venirvi in soccorso, iscriversi è gratuito, e ci sono dei podcast da ascoltare, voi infilate le cuffie e via.
Oppure trovatevi un fidanzato/fidanzata inglese, mi dicono che si impari molto in fretta (ma ovviamente questa opzione non è applicabile sempre).
Più ne saprete meno traumatico sarà l’impatto.

Un’ottima cosa è memorizzare lo spelling, soprattutto del vostro nome, prima di arrivare qui. Vi servirà in quell’incubo senza fine che sono le telefonate con gentili operatori di tutti i tipi, che vi chiederanno i vostri dati, e ovviamente non saranno abituati a sentire nomi come Doralinda Crescimbene, per dire. Se iniziate lo spelling con “D come Domodossola” credo che la vostra conversazione sarà in salita. Per chi non lo conoscesse, basta andare su google, digitare Spelling Internazionale e lo trovate (Alpha, Bravo, Charlie, Delta…), certo, potete usare anche altre parole se siete in difficoltà, come me, che in una telefonata, presa dal panico dissi V…V…V for Visitors!