martedì 13 maggio 2014

Si corre!

the crow. monicauriemma
The crow: penna, pastello ad olio, acrilico, pc, pastina (cruda, per i fiori...)
Questo corvo è uno dei miei incontri mattutini. Penne lucide un po’ arruffate e sguardo costantemente accigliato, ma solo per darsi un contegno. Non proprio un amico, una gradevole conoscenza. Più che altro mi tollera benevolmente, come tutti gli animali e le piante del parco. Magari pensa: “Ecco gli strani umani che corrono e si affannano senza uno scopo, non raccolgono cibo, girano in tondo e tornano indietro” Sono un’ospite qui, come tutti i jogger, diversi dal popolo chiassoso dei pic-nic domenicali, cerchiamo di dare poco disturbo, il tempo di una corsetta, ci rivedremo domani.
Mi do delle arie da sportiva ma in realtà ho ripreso a correre solo da un po’ di settimane. Sempre che sollevare i piedi 2 cm da terra si possa definire correre. La mattina, intorno alle 7.30 porto le mie rotondità a spasso.
Wall-E. Disney. gli esseri umani
Wall-E. Gli umani
E’ che dovevo fare qualcosa: ho impressa nella mente l’immagine dei personaggi del film Wall-E: corpo molliccio, incapaci di reggersi in piedi, se mi guardo allo specchio sto diventando uno di loro, non voglio un giorno rotolare dalla sedia e rimanere a terra. Poi qui non ho scuse. Nell’ultimo posto dove ho abitato (una “ridente” cittadina vicino Caserta), correvo in parte sul ciglio di una strada provinciale  rischiando di essere investita o avvelenata dai gas di scarico dei camion, in parte all’esterno di una villetta comunale, facendo lo slalom tra le lattine di birra e i rifiuti. Qui a trecento metri da casa c‘è il bellissimo Victoria Park, sono fortunata, ma non è una cosa rara, anche nei quartieri più popolari è difficile trovare una zona di Londra senza almeno un parco, un giardino, uno straccio di playgroud per i bambini. Io sono abituata all’edilizia selvaggia della provincia del sud Italia, dove il verde è solo un fastidioso ostacolo da abbattere per fare posto a palazzoni, ipermercati, parcheggi, e quindi continuo a stupirmi per la presenza della natura all’interno della città, come invece dovrebbe essere.
People in the park. foto di monicauriemma
Fa freddino la mattina ma ovviamente questo non ferma gli inglesi, loro corrono e corrono, con la luce e col buio, col sole o con la pioggia (io ancora non ce la faccio, l’altro giorno pioveva, cento metri e sono tornata indietro… loro no, i maledetti continuano imperterriti…). 
Corrono a piedi, coi pattini, in bici, col deambulatore. 
Corrono da soli o in compagnia, con i cani. 
Caricano i bambini sulle bici o semplicemente spingono le carrozzine, correndo. 

Mi piace questo popolo silenzioso che si riempie i polmoni d’aria pura prima di infilarsi in una giornata frenetica. Respirano. Respiro.

Prendo appunti mentali, la fotocamera pesa e non voglio sballottarla nello zaino, scatto foto solo quando vengo a passeggio. 
Però oggi ho portato a casa un ricco bottino. Foglie violacee cadute da un albero. Impazzisco per questo colore, ne farò qualcosa, per ora le metto sullo scanner, vi farò sapere.