lunedì 14 luglio 2014

Si corre! (Ancora?)

praticare running in Uk - monicauriemma
Lo so che ho già parlato di corsa (qui), è che sono in  piena fase di fascinazione...

Ho deciso che delle abitudini inglesi voglio prendere il meglio (o almeno, quello che più mi attrae), perciò, se non riuscirò mai a scolare birra al pub (sono astemia) o sorseggiare tè (che proprio non mi va giù), mi farò contagiare volentieri da picnic al parco, feste mascherate, filantropia, buone maniere, e dalla corsa. 
Qui d’estate c’è una corsa, una camminata, una gara benefica in favore di qualcosa in ogni angolo, manifestazioni piccole e grandi che coinvolgono centinaia di persone. 
Quando la mia amica Aurora Cacciapuoti, illustratrice “inglesizzata” molto più di me, mi ha consigliato di seguire il programma dell’ NHS (National Health Service, il Servizio Nazionale per la Salute) chiamato Couch to 5K, letteralmente “dal divano a 5 kilometri”, le ho risposto: "Ragazza, ho molti chili e anni più di te, l’artrite, fiato zero, mi slogo le caviglie come se niente fosse, no, grazie".
Poi ho letto che il programma è stato messo a punto da un runner che voleva smuovere la madre 50enne dal divano e ho cambiato idea. Tanto per spiegarci, il primo allenamento prevede dopo il riscaldamento, 60 secondi di corsa alternati a 60 di camminata veloce, una cosa veramente minima, ma provate se siete absolute beginners e quei 60 secondi vi sembreranno eterni. L’obbiettivo è arrivare a sostenere 5 km di corsa (circa mezz’ora) in 9 settimane. So che 5 km per un runner sono una bazzecola ma credetemi, per me anche 100 metri per prendere il bus in corsa erano una distanza impossibile.

Correre è lo sport più economico in assoluto, l’unico investimento sono le scarpe, così ne ho prese un paio in saldi e ho scaricato i podcasts dell’ NHS su cellulare. La voce calda e rassicurante di una certa Laura (o come dice lei: LOWA) ti guida per tutto l’allenamento, insieme a brani pop (niente di sofisticato ma col ritmo giusto), dai testi allegri e incoraggianti. Mentre sudi e affanni, senti cose tipo: “Follow me in the sunshine” o “just live your life and shine”, “It’s a beautiful day” ecc…
Laura sembra sapere esattamente quando ti stanchi e ti sprona gentilmente. È molto diversa da quei coach (“allenatori”, non “divani”, io confondo sempre coach con couch, sarà un lapsus freudiano…) che vedi in televisione fare aerobica.  Loro ti incitano energicamente. Lei è così dolce che a volte non ho mollato per cortesia nei suoi confronti. Inglese pulito e chiaro, spesso mi sorprendo a risponderle. 
-So che a questo punto potresti sentiti veramente stanca ma ti prego di continuare
E sono stanca sì! Ma se proprio insisti… 
oppure 
-Sei a metà percorso, perché fermarti? Sei andata così bene finora!
- Ma davvero? sono stata brava?, 
-Non importa quanto tu vada piano, tieni un passo che ti faccia sentire a tuo agio- 
e io vado così piano che forse sarei più veloce se camminassi. Molti corridori mi sorpassano agilmente, mentre io una volta ho fatto fatica a superare una donna anziana, sul quintale e col bastone! Ma non mi interessa vincere nessuna gara, questa sfida è solo con me stessa. Sono alla sesta settimana, non ho perso neanche un chilo ma sto ricominciando a sentire che il mio corpo mi risponde. Questo è meraviglioso.
A volte sento scariche elettriche nelle gambe: 
- Quanto mancherà? 
Ed ecco Laura: 
- Solo cinque minuti 
- Dai, solo cinque, ahnf ahnf, ce la posso fare… - 
Ad un certo punto dell’allenamento riesco a rilassarmi e mi godo il parco: questo albero ha messo foglie nuove, qua hanno piantato fiori gialli, guarda quel cane che insegue uno scoiattolo! E poi facce: le facce degli altri runner, contratte e rosse dalla fatica, sorrido di solidarietà, conosco questo sforzo.
Comincia a piovere, e il mio cervello tarato a Napoli registra:
- Pericolo! Vatti a riparare! -
Cerco di assumere  l’imperturbabilità inglese, mentre dentro sono in pieno conflitto: 
- La pioggia non è un problema!
- Ma cavolo, mi sto bagnando!
La pioggia non è un problema, ho detto! 
Ecco il primo grande successo,continuare a correre nonostante il tempo. Certo, siamo ancora in estate, quest’inverno la vedo dura…

Alla sesta settimana ho completato i miei primi 25 minuti di corsa continuata. Mai successo in vita mia. 
Laura mi da una simbolica pacca sulla spalla: 
- Non credevi che ce l’avresti fatta, ma guardati ora, devi essere orgogliosa di te 
- Tu sì che mi capisci, Laura, vuoi essere la mia migliore amica? 
Ripenso a quella bambina che odiava la ginnastica, arrivava ultima in qualsiasi gara e veniva presa in giro perfino dalla prof di educazione fisica (mi chiamava “mozzarella” e non ne ero molto orgogliosa). Nella mia testa sequenze di film: mi sento Forrest Gump e poi Rocky Balboa, la musica di Momenti di Gloria… Ok, devo avere le visioni da estasi sportiva, ma non mi interessa, alzo i pugni al cielo (menomale che non mi vede nessuno) e piango, e rido, tanto.

Se qualche temerario divano-dipendente volesse cominciare l’ardimentosa impresa, ecco il link dell' NHS. 


Forrest Gump