lunedì 11 agosto 2014

It’s a Job!

Dall’estate 2013 per alcuni mesi lavoro come CLEANER, che secondo me fa più figo di ADDETTO ALLE PULIZIE ma il concetto è quello. 
Decisamente una brillante carriera, nelle mie mani le superfici brillano (o almeno dovrebbero). 
Comunque: it’s a job! Ed è senz’altro un’alternativa valida al Sandwich Artist per l’autobiografia dell’Artista-che-ha-fatto-la-gavetta.
Il primo contratto (brevissimo, una settimana) è con un’agenzia che si occupa di un residence per studenti. 
Il supervisor  nell’interview mi chiede se ho esperienza ed io rispondo che sono abituata ad occuparmi tutti i giorni delle pulizie a casa (solo che io ODIO i lavori di casa e me ne occupo poco e male!). 
Lui mi fa un sorrisetto sinistro, come dire: Vieni! Vieni a vedere se questo somiglia alle pulizie di casa!

Divisi in squadre di tre persone, ci occupiamo di risistemare i monolocali con angolo cottura e bagno degli ospiti che avevano lasciato il residence per le vacanze estive. Sbrinare frigoriferi, smontare e rimontare letti, spostare e pulire forni a microonde e tutte le suppellettili, svuotare i mobili, pulire e disinfettare gabinetti ecc…  
Le condizioni di quelle stanze… ho visto cose che voi umani… approfitto per fare un appello: "ragazzi, quando andate a studiare o a vivere fuori, abbiate pietà di coloro che verranno sulle macerie del vostro passaggio, grazie".

Tanta fatica, considerato che quelli erano gli unici giorni di vero caldo a Londra. 
Giornata di 4 ore senza pause, neanche 5 minuti, quella di 9 ore prevedeva 15 minuti per il pranzo. 
Mi impegno al massimo ma sempre con la sgradevole sensazione  di ottenere risultati mediocri. Il mio incubo: i vetri in generale, soprattutto quelli delle docce, mai perfetti. 
Il supervisor mi chiede spesso se è tutto ok, soprattutto nei due giorni di prova (non pagati, sic!) e per spiegarmi un compito lo esegue di persona, nel senso che si infila con la testa nel wc se necessario, cosa buona e giusta, direi. 
D’altra parte ripassa a controllare dovunque,  in caso ti fa rifare il lavoro e la cosa mi mette un tantino d’ansia. E poi c’è la fretta, bisogna essere impeccabili e velocissimi (due cose che nella mia vita non sono mai andate d’accordo).

Magari pratico un po' l'inglese, pensavo. 
Infatti imparo: limpio, sucio, seco, húmedo, oltre a rrrapido, rapido! Muj rrapido! L’agenzia è gestita da sudamericani e i colleghi (principalmente colombiani) non sanno una parola d’Inglese, ma sono simpatici e gentili e per farmi sentire a mio agio mi cantano in spagnolo le canzoni di Laura Pausini, Eros Ramazzotti e Raffaella Carrà (no, vi prego, basta, preferisco sentirmi sola ed emarginata …) 

La sera non posso fare altro che stendermi, le mie ossa gridano vendetta, mi chiedo con quale energia riuscirò a disegnare…  pazienza, aspetto condizioni più favorevoli, nel frattempo mi serve guadagnare. 
E per finire, ho memorizzato un metodo infallibile per infilare il piumone nel copripiumone con pochi gesti e senza bozze. 
Sono cose che ti cambiano la vita!