mercoledì 3 dicembre 2014

Shang Dynasty (primo: capire il Brief)

illustrazione-pittura-cinese-Wordsmith-monicauriemma
Shang Dynasty-Wordsmith-family-detail-monicauriemma

Avviso a tutti gli illustratori: Il passaggio dall'editoria italiana a quella inglese può essere un trauma, soprattutto se devi lavorare per la scolastica (e non sei abituato, come me).

Prendo ad esempio uno dei miei primi lavori inglesi: due illustrazioni riguardanti la Dinastia Shang per un e-book dal titolo: “Wordsmith”,  PearsonEducation.

Il primo grosso problema è il Brief (o LA Brief, come dico io, tanto in inglese è uguale…), cioè la descrizione del lavoro, che è una contraddizione in termini perché Brief viene da BREVE, e in molti casi è più lunga del testo del libro in questione.

Io vengo da un mondo in cui ti viene dato il testo, le misure, e al massimo un in bocca al lupo (lasciandoti a volte in balìa di dubbi amletici sull’interpretazione) e mi ritrovo qui dove ti dicono che tipo di paesaggio vogliono, gli oggetti, gli animali ,quanto è verde l’erba, chi c’è, di che età, razza ed estrazione sociale, cosa sta facendo, come è vestito e magari dov’era stato il giorno prima e come si chiama il suo cane… è spiazzante!

Tanta precisione nelle richieste ti obbliga ad un’accurata ricerca e documentazione visiva, ma, in questo caso, hai beccato la Dinastia Shang (1600-1000 a.C.), così antica che le immagini sono pochissime e così “sfigata” che nessuno si è degnato di farci un film, che so, pugnali volanti, tigri e dragoni, quella roba lì. 
Passi le ore a interrogarti sulla forma dei cesti di vimini di 3000 anni or sono, e non è piacevole.

Comunque, immergersi in un altro luogo e in un altro tempo è sempre un’avventura straordinaria per me, è quasi la parte più bella del lavoro, sei travolta da stimoli visivi, informazioni, e più cerchi e più trovi, anche se in questo caso i problemi legati al poco tempo a disposizione e al fatto che molti dei miei libri di riferimento fossero ancora in Italia, mi hanno fatto perdere un po’ la bussola.


Ecco il prodotto delle mie fatiche:

Illustrazione-pittura cinese-monicauriemma
Shang Dynasty-Wordsmith-family-monicauriemma

La prima tavola doveva imitare una pittura cinese antica, con un nucleo familiare in un interno, genitori, nonni, zii e pargoli di varie età, in una precisa posizione gerarchica, lasciando alcuni spazi per il testo, dentro una cornice di bronzo stile Shang.

Per capire alcuni passaggi del Brief ero costretta ad affidarmi a Google Traduttore che non solo si ostina ad ignorare il genitivo sassone, ma, ormai ne sono certa, fa uso massiccio di droghe: “a narrow-cuffed tunic” viene tradotto come “una stretta ammanettato tunica” e “long hair  should be wearing it up in buns” è tradotto come “capelli lunghi dovrebbero essere lo indossa in panini”
Ma come vestivano strano questi cinesi, tuniche con le manette e panini sulla testa? 
(le manette in realtà sono risvolti o polsini e i panini sono shignon, ma mi ci è voluto un po’ per capirlo…)

Imitare la pittura cinese, è una parola! E’ un meraviglioso universo parallelo: dimentica la prospettiva come la conosci, la tridimensionalità e il chiaroscuro, lavora di sintesi, di decorazioni, non mettere le ombre…  ci sono riuscita solo in piccola parte, cercando volti, pose, acconciature, ho preso qualche scivolone, il risultato è un evidente compromesso, ma, insomma, non è malvagio.

I clienti si sono detti soddisfatti: “the frame really looks like it's made of bronze!”.  

Illustrazione-pittura cinese-monicauriemma
Shang Dynasty-Wordsmith-family-detail-monicauriemma
La cornice è in realtà la somma di un disegno a matita che imita una decorazione Shang (l’unica cosa che non manca alla documentazione del periodo sono i vasi in bronzo, vasi, vasi, tanti vasi…), una texture fatta a tempera acrilica su vecchia tavoletta di legno, qualche ombreggiatura e il mio genio creativo, of course…  ;-)

La seconda tavola è una scena di campagna, che mostra coltivatori di miglio al lavoro, padre e figlio, con cani, pecore, un aratro in pietra tirato da buoi, una capanna e in primo piano un baco da seta, il tutto condito da un testo piuttosto fitto.
Shang Dynasty-Wordsmith-farm-scene-monicauriemma
Ecco le domande che ti assalgono: che forma avranno le scarpe di paglia di un contadino Shang? E l’aratro di pietra tirato da buoi sarà accompagnato da uno o più uomini? Com’erano le capanne 3000 anni fa? E le pecore cinesi? Siamo sicuri che fossero come quelle che conosciamo noi? (Non lo sapevate? Sapevatelo!)

Illustrazione-Shang-Dynasty-scena di campagna-particolare-monicauriemma
Shang Dynasty-Wordsmith-farm-scene-detail-monicauriemma
Per gli abiti il Brief mi chiedeva: “loose cotton shirts (made from cotton) and trousers made from hemp with shoes made from straw”. E mi raccomando, le bluse in cotone, i pantaloni in canapa e le scarpe in paglia, che se mi accorgo che hai fatto le bluse in canapa e i pantaloni in cotone sono guai!

Ragazzi, forse non sapete con chi avete a che fare: fin da quando lavoravo in teatro avevo l’abitudine di salvare dalla distruzione piccoli scampoli di stoffa di ogni tipo, tutti scannerizzati e finiti in archivio. 
Voi volete la canapa? E Monica vi da la canapa. Voi volete il cotone? E Monica vi da il cotone! 

Comunque è andata, dopo un paio di discussioni via mail sulla lunghezza dei capelli del ragazzo, ce l’abbiamo fatta, tutti contenti, illustratrice stremata ma appagata e perfino pagata.

P.s. Altro consiglio per gli illustratori italiani: 
non vi azzardate a nominare i files con dei titoli fatti di parole comprensibili, tipo “Farmer Scene” o “Family Scene”, come stupidamente avevo fatto io. 
Qua è tutto regolato e codificato, le illustrazioni sono centinaia, da vari illustratori, e bisogna avere un codice di identificazione (e poi gli inglesi se non usano abbreviazioni si sentono male…) perciò le mie tavole si intitolano, molto poeticamente: R3_Yr4Shang_S6 e R3_Yr4Shang_S7